La fisica incontra la città


Torna al menù

 

 

 

Il futuro della fisica delle alte energie

 

7 febbraio 2018

Michelangelo Mangano

CERN, Ginevra

 

Abstract

Con la scoperta del bosone di Higgs, gli esperimenti del Large Hadron Collider (LHC) di Ginevra hanno aperto una nuova finestra sulla nostra comprensione delle leggi fondamentali della fisica. Quali parti del libro della natura possono essere ora archiviate, e quali appaiono come successive sfide alla ricerca? Oltre all'Higgs, cos'altro abbiamo trovato finora all'LHC? Quali nuove scoperte ci attendiamo? Cosa ci proponiamo di imparare nei prossimi 20 anni di studi all'LHC? Questa presentazione discuterà i problemi aperti in fisica delle particelle, alla luce della conoscenza attuale, della scoperta del bosone di Higgs, e nella prospettiva delle prossime grandi imprese scientifiche che sono in via di preparazione.

 

Curriculum

Michelangelo Mangano ha studiato fisica teorica alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha ricevuto incarichi di ricerca presso il Dipartimento di fisica teorica dell' Università di Princeton (1984-1986), del laboratorio Fermilab a Chicago (1986-1988), presso la sede di Pisa dell' Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed alla Scuola Normale Superiore (1988-1995). Dal 1995 lavora presso il Dipartimento di Fisica teorica del CERN a Ginevra.
La sua attività di ricerca è focalizzata sullo studio delle collisioni fra particelle di alta energia, per la comprensione delle leggi fondamentali della natura, attraverso l'osservazione dei componenti elementari della materia, e delle loro interazioni.
Fra il 1988 ed il 2000, Mangano ha collaborato con l'esperimento CDF al laboratorio Fermilab, dove ha contribuito alla scoperta del quark top. Dal 2009 è responsabile dell' "LHC Physics Centre at CERN", che contribuisce alle attività di interpretazione dei dati del Large Hadron Collider.