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Dall'Antartide al Polo Sud marziano alla ricerca dei laghi subglaciali

 

3 aprile 2019

Elena Pettinelli

Dipartimento di Matematica e Fisica, Università Roma Tre

 

Abstract

L'Antartide è il luogo sulla Terra più freddo, più secco e più ventoso che si conosca. Malgrado il suo aspetto così desolato, questo luogo rappresenta uno straordinario laboratorio naturale per molte discipline scientifiche che vanno dalla fisica alla biologia, dalla geologia alla climatologia e che riguardano anche lo studio dei pianeti del sistema solare.
L'Antartide, infatti, è noto per essere per molti aspetti l'ambiente terrestre più simile a quello delle calotte polari marziane ed è per questa ragione che abbiamo cominciato da qui il nostro viaggio alla ricerca dei laghi subglaciali marziani. I laghi alla base della calotta polare antartica attualmente noti sono 402, ma se ne ipotizza la presenza di molti altri. La maggior parte di questi laghi sono piccoli (dell'ordine dei 4-5 km di lunghezza) anche se ne esistono alcuni molto grandi, il maggiore dei quali è il lago Vostok, che si estende per circa 250 km di lunghezza e 50 km di larghezza. Gran parte di questi laghi sono stati identificati a partire dagli anni '70, attraverso tecniche geofisiche che utilizzano onde elettromagnetiche per rilevarne la presenza sotto la spessa coltre di ghiacci.
La stessa tecnica è stata utilizzata anche per cercare l'acqua liquida sotto le fredde e rigide calotte polari marziane.
Ci sono voluti dieci anni di misure e di analisi dati ed una radar tutto italiano per scoprire il primo lago liquido al di sotto di un chilometro e mezzo di ghiaccio nel Polo Sud di Marte. In questo seminario parleremo della storia di questa scoperta, delle implicazioni per la ricerca di tracce di vita biologica e del futuro della ricerca dell'acqua su Marte.

 

Curriculum

Professore Associato presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell'Università degli studi Roma Tre, dove svolge attività di ricerca nel campo dell'esplorazione geofisica planetaria, con particolare riguardo alla caratterizzazione elettromagnetica dei simulanti i suoli marziani ed alle tecniche di inversione ed interpretazione dei dati dei radar sottosuperficiali. È stata una delle autrici del lavoro pubblicato su Science riguardante la scoperta del lago subglaciale nel Polo sud marziano.
Co-investigatore della missione dell'ESA Juice, per l'esplorazione della struttura interna dei satelliti ghiacciati di Giove. Responsabile italiano per lo strumento WISDOM a bordo del rover dell'ESA EXOMARS per la ricerca di tracce biologiche su Marte. Membro dell'ESA Lunar Science Team: "Strategy for Science at the Moon" 2020-2030.
Dal 2005 al 2015 è stato ricercatore presso il Dipartimento di Matematica e Fisica della stessa università e dal 2000 al 2004 ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento di Fisica "E. Amaldi" sempre nel campo dell'esplorazione geofisica di Marte, partecipando al progetto ACQUA per lo sviluppo di sensori a bordo di un rover marziano, al progetto MARSIS della missione ESA - Mars Express ed al progetto SHARAD della missione NASA - MRO per l'analisi e l'interpretazione dei segnali radar sottosuperficiali.
Ha ricevuto diversi premi internazionali per l'attività scientifica ed è autore di 115 lavori (di cui 4 sulla prestigiosa rivista Science) e di 3 capitoli di libri.